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04/10/2025

Quali sono gli ingredienti per un’avventura entusiasmante?

Una vecchia mola, con la macina a terra ancora integra, le cui pareti ricoperte di muschi lasciano pendere liane a cui aggrapparsi, radici robuste di piante rampicanti, tronchi che si intrecciano sopra la nostra testa… appartengono a una vegetazione che sta riconquistando i propri spazi, demolendo lentamente le vestigia di un passato agricolo.

La grotta di un brigante, con i suoi ambienti opprimenti da illuminare con le nostre torce, teatro di chissà quali macchinazioni; su di un lato si riconosce un piano tombale molto più antico. Lì vicino non a caso vi è un cunicolo, oggi sbarrato, risalente all’epoca etrusca.

La cascata che raggiungiamo dopo aver attraversato vari ponticelli, con l’ampio braccio del suo getto a vaporizzarsi, ci bagna e inumidisce un poco. Le ampie foglie della bardana stupiscono le bambine (le osservano per la prima volta).

La natura come teatro di giochi non delude mai. Per noi adulti è arrivato il momento di farci da parte, lasciare che il gruppetto di bambini decida da sé a quale gioco giocare. Gli schizzi d’acqua si susseguono! D’altronde un cambio era previsto e la giornata è ancora calda, nonostante il freddo dell’est dei giorni precedenti. Si alternano momenti di grande dialogo tra i bambini a corsette veloci, poi l’esplorazione di quel tratto di torrente.

Al termine del giro ad anello risaliamo con grande impegno verso il borgo, Castel Cellesi – dove ho avuto modo più volte di riscontrare la grande gentilezza delle persone – per un ultimo giro di giostra al parco. Il bar regala dei cornetti a tutti i bambini, che ringraziano con grandi sorrisi.

Alla prossima tappa.