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8/11/2025

“Sono viva!” così grida una bimba uscendo da un passaggio piuttosto angusto nella Necropoli del Pile: felice, non c’è traccia di preoccupazione nel messaggio che lancia ai suoi compagni di ventura. Siamo vivi tutti… urlo anch’io dentro di me!
Siamo vivi nel senso di scoperta che accompagna ogni nostro passo, poco importa che quei sentieri siano già stati percorsi, da altri o da noi stessi. Ogni volta che accompagno i bambini e le bambine in un luogo nuovo per loro lo sento nuovo anche per me, sviluppare empatia verso le loro emozioni è naturale: se c’è un punto più difficile da discendere lo sento io stesso più difficile, se c’è un posto misterioso o (magari!) spaventoso, avverto quell’emozione e mi entusiasma.
Entrare ed uscire dalla terra, nelle cavità ipogee che antichi popoli hanno modellato, è un’attività che ci permette in sicurezza di sperimentare un’emozione. Si imparano inoltre alcuni aneddoti sulla storia ma forse le conquiste più importanti avvengono sul piano della fiducia in se stessi: vedo i loro progressi nell’affrontare scalinate strette, cunicoli, ostacoli naturali lungo il tragitto; noto come migliorano attenzione e concentrazione, la coordinazione in alcuni di loro e l’equilibrio.
Quando parlo di fiducia, l’impressione che ho tratto sin qui, è che essa nasca innanzitutto dal rapporto con il proprio corpo; e cosa c’è di più coinvolgente che usare mani e piedi per aiutarsi nell’incedere lungo un cunicolo oppure per salire e scendere dalla roccia, il tufo, che pervade queste aree che esploriamo.
C’è sempre un momento per loro, come ho descritto altre volte, in cui noi – educatori e guida – attendiamo che siano i bambini e le bambine stesse ad organizzarsi tra loro, giocando liberamente in un’area scelta per una pausa merenda. Oggi hanno deciso di sperimentare l’equilibrio su di un tronco, in quattro-cinque per volta, surfando sullo stesso – che oscilla leggermente – e si contano i secondi prima che qualcuno ceda… arriva il vincitore!
Andiamo avanti, consapevoli che ogni escursione è una tappa di un viaggio più ampio che è la vita.
Alla prossima.