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21/03/2026

𝓢𝓾𝓵𝓵𝓮 𝓽𝓻𝓪𝓬𝓬𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵’𝓪𝓷𝓽𝓲𝓬𝓪 𝓐𝔁𝓲𝓪

(Necropoli di Castel d’Asso – 21.03.26)

Oggi siamo nel CHILL . E’ un’espressione che ho sentito un sacco dagli adolescenti in generale e che mi è venuta in mente subito quando abbiamo iniziato a camminare sabato. Perché c’è sempre un’atmosfera che circonda il gruppo, una sensazione che ti arriva addosso, ed in questo caso ho avvertito che “noi oggi siamo nel chill!”. Rilassati, calmi, tranquilli, vibrazioni positive. Gliel’ho ripetuto non so quante volte perché mi faceva abbastanza ridere, forse è stato l’arrivo della Primavera.

Il percorso all’interno della necropoli è relativamente breve per dei ragazzi abituati a camminare ma c’è tanto da esplorare e noi dunque l’abbiamo fatto con la nuova attitudine chill! Rilassata, quasi zen

Avevo preparato una “scheda-missione” perché la carta si sa, aiuta ad imprimere meglio alcuni concetti che avrei voluto traghettare in quelle giovani testoline!

E così, dato che nella necropoli sono presenti delle incisioni di epoca etrusca che hanno perpetrato nei secoli la memoria dei nomi di antiche famiglie, abbiamo iniziato dall’alfabeto ed un piccolo dizionario etrusco. Dopo aver scritto il proprio nome sulla tomba-missione (di carta), è stata la volta di scoprire alcuni importanti simbolismi, come la famosa finta porta – soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Un contest fotografico ha poi permesso di apprezzare meglio alcuni dettagli della necropoli, di osservare davvero quello che si è soltanto guardato…

1) ecco quindi “l’invasione”, tema scelto da alcuni ragazzi per rappresentare come la natura sia inestricabilmente connessa all’opera dell’uomo (le facciate della necropoli rupestre), come le radici degli alberi abbiano invaso e spaccato quei margini, come le piante vi siano cresciute attorno.

2) “l’ombra”, un autoscatto ricavato sfruttando i giochi di luce che si creano all’interno delle tombe.

Vi lascio anche un enigma che i ragazzi hanno dovuto affrontare e risolvere:

“Sono nata nel tufo per onorare i morti (Etruschi), ma mille anni dopo mi hanno spostato in alto per proteggere i vivi dai nemici (Medioevo). Se guardi bene tra le mura del castello, mi vedrai: non sono un mattone moderno, sono un pezzo di storia riciclata”

Riuscite anche voi a risolverlo guardando tra le foto del reportage? Vi do un aiutino… qui stiamo parlando della parte medievale di storia che circonda questo sito. Il concetto che si cela dietro questo enigma è il riutilizzo dei materiali che è stato fatto da sempre nel tempo di quanto emergeva dell’antichità.

Vi lascio adesso con le parole di Ramtha (nome femminile etrusco), una ragazza che partecipa sempre entusiasta alle escursioni, avevo chiesto un “messaggio per il futuro” da rivolgere ad altri ragazzi, cosa trasmettere loro per concludere la missione Axia:

“Affascinante, incredibile, di questa esperienza mi è piaciuta l’immersione nell’altro mondo e soprattutto scoprire come venivano conservati i corpi dei defunti”.

Noi ci vediamo alla prossima tappa, che sarà un ritorno, con piccoli ospiti ad una dimensione d’acqua.

Timoteo Crispolti – Guida Ambientale Escursionistica